DATI GENERALI Il Parco del monte Subiaso, istituito nel 1995, si estende su una superficie di 7326 ettari e comprende i comuni di Assisi, Spello, Nocera Umbra e Valtopina. L’importanza del parco non è data soltanto dalle caratteristiche ambientali e naturali, ma dal contenuto antropico, etico e religioso in cui è inserito: la secolare presenza dell’uomo, attestata anche dai reperti rinvenuti sulla cima del colle di san Rufino e risalenti al VI-III secolo a.C., si è saputa integrare con il contesto naturale al punto di costituire uno dei valori portanti dell’area protetta, caratterizzata da numerosissime testimonianze storiche ed artistiche di grande interesse. La morfologia del monte Subiaso è caratterizzata da una forma arrotondata, con praterie sommatali, incisa sul versante meridionale da tre grandi impluvi: i Fossi delle Carceri, Roseto e Renaro. La parte sommatale del monte Subiaso è caratterizzata dalla presenza di imponenti fenomeni carsici superficiali (le doline), dovuti alla permeabilità delle rocce calcaree sottostanti. La più importante di queste formazioni circolari, denominata “Mortaro Grande”, misura più di 200 metri di diametro, ha pareti ripide di oltre 50 metri e fondo arrotondato. La ricchezza e l’importanza dei fenomeni geo-paleontologici ha consentito di allestire, presso la sede del parco, la Mostra Geologica Permanente del monte Subiaso, curata dal Gruppo Umbro Mineralogico e dall’Università degli Studi di Perugina Dipartimento di Scienze della Terra e Centro Ateneo Musei Scientifici. La copertura vegetale del monte Subiaso è costituita in gran parte da rimboschimenti eseguiti dal Corpo Forestale dello Stato dall’inizio del secolo a oggi. La popolazione vegetale più antica ed importante è senza dubbio la Lecceta dell’Eremo delle Carceri, saòvata dall’opera distruttrice dell’uomo dai Frati che, dopo san Francesco, hanno abitato nei secoli il monastero. Questa lecceta, che il Marchesini, nel 1957, definì “foresta imponente” è inserita, per il valore naturalistico che riveste, negli elenchi dei biotipi di interesse nazionale. Diminuita la pressione demografica sul territorio, causa lo spopolamento della zona montana, si tenta di favorire il ritorno della fauna selvatica, con immissioni di caprioli e di altri ungulati. Sono presenti, inoltre, il tasso, l’istrice, la volpe, il gatto selvatico mentre una presenza che sta creando non pochi problemi all’ambiente è quella del cinghiale. Il Tescio e l’Anna ospita ancora il granchio ed il gambero di fiume, importanti indicatori biologici della buona qualità dell’acqua. PUNTI D'INTERESSE
Dolina del Mortaro Grande
Eremo delle carceri