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DATI GENERALI


La catena dei monti Sibillini fa parte del tratto Umbro-Marchigiano dell'Appennino centrale. Si estende per circa 30 km tra Marche ed Umbria articolandosi da una dorsale 'portante' che funge da spartiacque tra il versante adriatico e quello tirrenico. Da questa le principali valli, di origine glaciale, si orientano verso Nord per poi volgere ad est od ovest dove dirigono i rispettivi corsi d'acqua. A nord la catena inizia non molto nettamente conbasse dorsali che partono all'altezza del lago artificiale di Fiastra e culminano nel monte Val di Fibbia e il Pizzo di Chioggia, prime cimea settentrione del gruppo. A sud, più netto, il limite coincide con la valle del fiume Tronto, che separa i monti Sibillini dai monti della Laga. Mentre ad est, dove la catena precipita nettamente sulla fascia collinare adriatica, il confine è più individuabilee all'incirca più rettilineo, ad occidente, dove il gruppo si collega ai monti nursini. è più articolato, includendo l'alta val Nerina e la tondeggiante catena che circoscrive gli altipiani carsici di Castelluccio fino a Forca Canapine, dove si trova il punto di congiunzione con i monti Reatini. I Sibillini, come quasi tutto l'Appennino centro meridionale, sono costituiti da rocce calcaree sedimentate per milioni di anni in mare a profondità variabile. Gli strati più antichi di calcare sono oggi quelli che costituiscono le bastionaterocciose del monte Bove, del Pizzo del Diavolo, del Palazzo Borghese, delle pareti che stringono le gole del Terina, dell'Ambro e del Fiastrone. Importantissima, ai fini della formazione dei Sibillini, oltre alla fase tettonica, peraltro non ancora esaurita come testimoniato dalla accentuata sismicità sono i fenomeni glaciali e meteorologici che determinano l'assetto vallivo, e carsici, di cui sono ampia testimonianza le conche a scodella, le numerosissime dolinee soprattutto gli altopiani di Castelluccio, formati e perfettamente livellati da sedimenti lacustri. L'antico lago, perfettamente contenuto nel vasto bacino circondato da ogni lato da elevatissime creste, si è estinto, sembra in epoca storica, per l'attivarsi dell'inghiottitoio, dove tutt'ora confluiscono le acque del bacino.